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| L'ANARCHICO CHE VENNE DALL'AMERICA |
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Storia di Gaetano Bresci e del complotto per uccidere Umberto I
La prima ricostruzione documentata dell'attentato, del processo e della condanna dell'uccisore
di Umberto I. Uscito per la prima volta nel 1969, e qui presentato in un'edizione ampiamente
rivista e arricchita dall'autore con documentazione inedita, questo libro costituisce la
prima indagine sui precedenti e i moventi del "gesto", la prima biografia dell'operaio
tessile Gaetano Bresci, nato a Prato l'11 novembre 1869 (lo stesso giorno in cui nasceva
a Napoli il futuro Vittorio Emanuele III) e morto suicida nel penitenziario di Santo
Stefano il 22 maggio 1901.
Mondadori Oscar Mondadori |
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| L'ARCHIVIO SEGRETO DI MUSSOLINI |
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Curiosando fra vecchie carte d'archivio,
Arrigo Petacco ha trovato i dossier riservati in cui Mussolini custodiva le informazioni
delicate sui suoi (peraltro scarsi) oppositori, nonché i "rilievi a carico" dei gerarchi
per poterli inchiodare al momento opportuno. Questi fascicoli - chiosati a mano dal
dittatore e costantemente aggiornati negli anni - non solo sono ricchissimi di materiale
inedito ed esplosivo sulla vita privata, la situazione economica e i costumi sessuali dei
personaggi tenuti sotto controllo, ma ci permettono di "spiare dal buco della serratura"
nelle segrete stanze del regime e persino in quelle dello stesso Duce.
Nell'Archivio segreto di Mussolini (pubblicato per la prima volta nel 1979 con il titolo
Riservato per il Duce, qui riproposto in una nuova edizione aggiornata e arricchita di
nuovi capitoli), Petacco presenta questi testi inediti, calando il lettore nella realtà
quotidiana dei protagonisti dell'età fascista, ma anche rivelandoci il volto sconosciuto
del Mussolini privato.
Mondadori
Oscar Mondadori |
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| L'ARMATA SCOMPARSA |
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L'avventura degli italiani in Russia
Per trasferire la nostra armata sul fronte russo durante la Seconda guerra mondiale si
resero necessarie settecento tradotte. Per riportare a casa i superstiti ne bastarono
diciassette. Queste le dimensioni della tragedia che coinvolse migliaia di ragazzi
italiani - età media di poco superiore ai vent'anni - insieme ai loro coetanei russi,
tedeschi, ungheresi e rumeni. Petacco ripercorre orrori ed eroismi di questa vicenda
nell'arco di tempo che va dalla partenza del primo soldato italiano nel luglio 1941 al
ritorno dell'ultimo prigioniero (febbraio 1954). Vengono così spiegate le ragioni e le
nefaste illusioni che spinsero Mussolini, malgrado l'opposizione di Hitler, a inviare
un'armata su un fronte lontano e strategicamente meno importante, restituisce dignità
ai combattenti di ogni arma, di cui documenta eroismi e tragedie e, grazie alle nuove
documentazioni recuperate negli archivi del KGB, illustra la drammatica odissea dei
nostri connazionali.
Mondadori |
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LE BATTAGLIE NAVALI DEL MEDITERRANEO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE |
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Quando Mussolini decide l'entrata in guerra
dell'Italia, nel giugno 1940, alla nostra marina viene affidato essenzialmente il compito
di interrompere i contatti tra le basi inglesi di Gibilterra e Alessandria e di garantire
i collegamenti tra la madrepatria e la Libia. La superiorità numerica della marina italiana
è schiacciante, ma la sua inferiorità tecnica lo è altrettanto. Non solo infatti la nostra
flotta non dispone di portaerei, ma neppure del radar, che
consente invece alle navi inglesi di individuare da grande distanza la presenza e i
movimenti di un nemico costretto ancora a ricorrere alle vedette. Infine, vera arma
vincente, Londra può contare sulla macchina "Ultra", con la quale decriptare i
messaggi in codice scambiati tra i comandi tedeschi e quindi conoscere in anticipo
le mosse del nemico. Petacco ricostruisce tutte le principali battaglie combattute nel Mediterraneo fino
all'8 settembre 1943, rendendo giustizia allo sfortunato valore dei marinai italiani
sacrificati in una lotta impari per l'inferiorità dei mezzi e per
l'inettitudine dei comandi.
Oscar Mondadori |
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| IL COMUNISTA IN CAMICIA NERA |
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Nicola Bombacci tra Lenin e Mussolini
Diversi in tutto: uno violento, l'altro mite; uno donnaiolo, l'altro monogamo; uno fondatore
del Partito fascista, l'altro fondatore del Partito comunista... Benito Mussolini e
Nicola Bombacci condussero due vite parallele, ma non si odiarono mai. La loro amicizia,
nata sui banchi di scuola, superò ostacoli e avversità, e terminò tragicamente a Dongo,
il 28 aprile 1945, davanti ai mitra spianati dei partigiani. Nell'intreccio dei loro
destini c'è mezzo secolo di storia italiana. Ma, mentre di Mussolini sappiamo ormai
quasi tutto, il suo amico-nemico Nicola Bombacci, personaggio scomodo per la destra
quanto per la sinistra, finora è rimasto nell'ombra. Ma chi era Bombacci? Chi aveva
"tradito" per meritare la morte?
Mondadori
Oscar Mondadori |
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| L'ESODO |
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La tragedia negata degli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia
In una ricostruzione lontana da ogni forzatura ideologica, l'autore riporta alla luce la
triste storia di esodo forzato e pulizia etnica vissuta dagli italiani di Istria,
Dalmazia e Venezia Giulia. La descrizione di quanto accaduto tra il 1943 e il 1947
in un lembo conteso della nostra patria; l'equazione italiani=fascisti e slavi=comunisti
che indusse non pochi, anche nel nostro paese, a sostenere le ambizioni di Tito e a
giustificare una crudele azione genocida. Un importante capitolo della nostra storia
che riemerge con le sue luci e le sue ombre, un libro per non dimenticare le migliaia
di italiani perseguitati dalla ferocia di Tito.
Mondadori
Oscar Mondadori
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| LA NOSTRA GUERRA. 1940-45 |
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L'avventura bellica tra bugie e verità
"In tempo di guerra la verità è così preziosa che bisogna nasconderla dietro una cortina
di bugie" ha scritto Winston Churchill. E sulla Seconda guerra mondiale ne sono state
dette molte, ora per proteggere segreti militari, ora per occultare
responsabilità politiche e complicità. Ma con la disastrosa avventura bellica italiana
si è fatto ancora di più: si è cercato di attribuire alla folle megalomania di Mussolini
anche quello che in verità dipese da una classe politica, militare,
economica e intellettuale che prima lo aveva osannato e poi spinto verso il baratro.
Alla luce delle rivelazioni, revisioni e riflessioni degli ultimi anni, Petacco riscrive, con ritmo
serrato e senza retorica, le vicende politiche e militari, dall'illusione della guerra-lampo
alla campagna di Grecia, alla caduta del fascismo. Cronaca dettagliata e impietosa, asciutta e diretta
come un documentario dell'epoca dei cinque tragici anni in cui, accanto alle grandi
personalità, assurgono al ruolo di protagonisti i popoli e gli eserciti.
Oscar Mondadori
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| IL PREFETTO DI FERRO |
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L'uomo di Mussolini che mise in ginocchio la mafia
La straordinaria carriera di Cesare Mori, il "Prefetto di ferro" inviato da Mussolini
in Sicilia per sconfiggere la "piovra", viene rievocata da Arrigo Petacco in questa
biografia a tutto campo. Ma chi era Cesare Mori? Come riuscì a sconfiggere la mafia?
E perché Mussolini affidò i pieni poteri a un uomo che pochi anni prima, quando era
prefetto di Bologna, si era rivelato un temibile avversario del fascismo? Le
risposte a queste domande sono altrettanti tasselli di un avvincente mosaico
che l'autore ha messo insieme, scavando negli archivi pubblici e privati, per
restituire tutti i suoi meriti a un uomo ingiustamente dimenticato dalla storia.
Mondadori
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| LA PRINCIPESSA DEL NORD |
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La misteriosa vita della dama del Risorgimento: Cristina di Belgioioso
Eroina del Risorgimento, liberale e antiaustriaca, colta, intelligente, pragmatica,
autentica "prima donna d'Italia", come la definirono Garibaldi e Cattaneo,
Cristina Trivulzio principessa di Belgioioso (1808-1871) scandalizzò la società del
tempo con il suo spirito brillante, in un'epoca in cui alle donne era consentito al
massimo di confezionare coccarde tricolori. Fu una vera "Madre della patria", ma è
stata perfidamente cancellata dalla storia: le donne non le perdonavano la bellezza,
gli uomini l'intelligenza. La regina dei salotti politico-culturali parigini, che
affascinò de Musset, Balzac, Liszt, Bellini, Heine, Chopin, Hugo,
La Fayette, Tommaseo e, forse, persino George Sand, fu calunniata e dimenticata.
Di lei dissero tutto e il contrario di tutto. Un personaggio dall'immagine inquietante,
che questa originale biografia restituisce
al suo valore e alla sua importanza storica.
Mondadori
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| LA REGINA DEL SUD |
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Amori e guerre segrete di Maria Sofia di Borbone
Maria Sofia di Borbone - sorella dell'imperatrice "Sissi" e cugina del folle Ludwig II -
bella, intrepida, avventurosa, temuta da Cavour, fu nell'Italia postunitaria il simbolo
del legittimismo reazionario. Regina di Napoli a 18 anni, eroica protagonista dell'assedio
di Gaeta, animatrice del brigantaggio politico meridionale, adorata dai suoi soldati
e dagli eroi romantici, Maria Sofia, che D'Annunzio chiamerà "aquiletta bavara",
sebbene avesse al fianco l'imbelle e fatalista consorte Franceschiello, combatté
una lunga battaglia senza regole e senza quartiere contro gli odiati Savoia. Fatta
oggetto dai suoi avversari di campagne scandalistiche tese ad offuscarne l'immagine,
Maria Sofia, che fu comunque protagonista di un'appassionata e segreta storia d'amore,
continuò a lottare e a cospirare, anche dopo l'Unità d'Italia, per la riconquista
del suo regno. Si schierò persino con gli anarchici, grazie ai quali poté compiere
la sua più terribile vendetta, come per la prima volta si racconta in questo libro.
Oscar Mondadori
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| REGINA |
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La vita e i segreti di Maria José
In Regina, Arrigo Petacco affronta un personaggio tuttora discusso, che ebbe un ruolo
rilevante e controverso per le sorti del nostro paese. E lo segue dall'infanzia serena
del castello di Laeken agli anni della Grande Guerra, dall'adolescenza al collegio
fiorentino di Poggio Imperiale, dove Maria José si "italianizza". Ma è soprattutto
sul periodo del matrimonio che l'autore sofferma la sua attenzione, ricostruendone
con spirito indagatore gli aspetti psicologici e politici: dall'unione rivelatasi
subito deludente con Umberto alle numerose amicizie con intellettuali anche
avversari del regime; dai rapporti affettuosi con Amedeo d'Aosta a quelli
contraddittori con Hitler e Mussolini. E ancora, racconta della fuga in Svizzera,
dell'ostilità dei Savoia al suo rientro, dell'abbandono dei vecchi amici. Un serio
contributo storico e insieme un ritratto quanto mai incisivo di colei che, seppur
per meno di un mese, fu l'ultima regina d'Italia.
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Oscar Mondadori |
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| LA SIGNORA DELLA VANDEA |
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Un'italiana alla conquista del trono di Francia
Intrighi dinastici, colpi di stato, rivoluzioni, amori proibiti, complotti, gravidanze
misteriose, matrimoni segreti: ambientata nell'Europa della Restaurazione, l'avventura
romantica di Madame Royale, ovvero la principessa Maria Carolina di Napoli, vedova
giovanissima del duca di Berry, l'erede al trono di Francia, si snoda fra Palermo e
Parigi, fra Massa e Praga, ora nel lusso delle corti, ora nella malinconia dell'esilio
o tra i fuochi della guerriglia in Vandea. Figlia di un re, sorella di un re e di una
regina, madre di un piccolo re senza corona, Maria Carolina, alla quale il destino aveva
affidato il compito di continuare la dinastia di Luigi XVI e Maria Antonietta e di
difendere l'Ancien Régime contro il re cittadino Luigi Filippo, lottò contro tutto
e contro tutti. Ricercata dai gendarmi, tradita da un rinnegato, rinchiusa in una
fortezza inaccessibile, fu travolta da una colpa imperdonabile per una donna: la
nascita della "figlia del mistero".
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| IL SUPERFASCISTA |
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Vita e morte di Alessandro Pavolini
Alessandro Pavolini incarnò due anime opposte del fascismo: il culto dello "stile" e quello
dell'azione. Scrittore raffinato, con due lauree, fu l'intellettuale del regime. Ma ne
rappresentò anche lo spirito più violento: squadrista a 17 anni, sanguinario leader del Partito fascista repubblicano durante l'avventura di Salò e vero responsabile
della guerra civile in Italia. Petacco mostra la "doppia personalità" di Pavolini, ideatore dei Littoriali e del Maggio
fiorentino, ma anche ministro della Cultura popolare e strenuo difensore
dell'ortodossia fascista: un uomo dominato da un rigore ideologico e dal disprezzo per i
compromessi.
Nel Superfascista, pubblicato nel 1982 con il titolo Pavolini.
L'ultima raffica di Salò, rivive una tragedia reale che ha del romanzesco,
arricchita dalla storia d'amore con Doris Durante e coronata dalla "bella morte" di Pavolini, unico fra i gerarchi di Salò catturato con le armi in pugno.
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| JOE PETROSINO |
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Come si è sviluppata la mafia in America? Come riuscirono quei "pezzi da novanta" arrivati dalla Sicilia a inserirsi nella società americana fino a raggiungerne i massimi livelli?
In questo libro (uscito per la prima volta nel 1972, tradotto all'estero e dal quale è stato tratto uno sceneggiato televisivo) Arrigo Petacco indaga su don Vito Cascio Ferro, l'uomo che trapiantò nel Nuovo Mondo la struttura della mafia siciliana, e ricostruisce la storia di Joe Petrosino, il poliziotto che avvertì per primo l'incombente minaccia e cercò di fermarne sul nascere la diffusione.
Joe Petrosino, poliziotto italoamericano di umilissime origini, fu l'acerrimo nemico di don Vito Cascio Ferro: lo combatté per anni costringendolo addirittura a tornare in Sicilia, ma non riuscì a impedire che il seme da lui portato in terra americana germogliasse. La sua impari lotta si concluse in modo tragico una sera in piazza Marina, a Palermo, dove si era recato sperando di "colpire nel suo centro vitale la piovra che stava ormai allungando i propri tentacoli fra i palazzi di Manhattan".
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| L'AMANTE DELL'IMPERATORE |
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Chi fu veramente Virginia Oldoini, contessa di Castiglione? La sincera patriota che sedusse Napoleone III per favorire l'unità d'Italia, o la scaltra cocotte che mise le proprie grazie a disposizione di Cavour per fini assai meno nobili? Una cosa è certa: fu una donna bellissima. Aristocratica, ricca e annoiata, la contessina aveva appena diciotto anni quando Vittorio Emanuele II decise di servirsi di lei per guadagnare l'imperatore francese alla causa italiana. "Usate tutti i mezzi che vi pare" la esortò Cavour "ma riuscite". E lei riuscì. Nella sua alcova passarono le più importanti teste coronate d'Europa, tanto che alla sua morte i servizi segreti sabaudi bruciarono tutti i documenti che la riguardavano, lasciandosi però sfuggire una quantità di lettere, diari e memoriali, grazie ai quali Arrigo Petacco è riuscito a ricostruire un'indimenticabile pagina della storia italiana.
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| L'ARMATA NEL DESERTO |
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È una delle epiche battaglie in cui si decise l'esito della seconda guerra mondiale. Nell'autunno del '42 sul fronte nordafricano le forze italotedesche guidate dalla Volpe del deserto, il generale Rommel, furono sconfitte dall'VIII armata britannica comandata dal generale Montgomery. In una grande ricostruzione delle operazioni militari, Arrigo Petacco individua la chiave decisiva della sconfitta di Rommel, oltre che nella prevalenza numerica sul campo, nella sistematica intercettazione dei messaggi in codice e delle informazioni militari tedesche da parte degli alleati, ormai riusciti a decrittare l'inviolabile "enigma" tedesco.
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| AMAZZATE QUEL FASCISTA! |
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Figlio di una contessa e di un impiegato comunale, Ettore Muti nasce a Ravenna nel 1902. Appena quindicenne combatte sul Piave e, pochi anni dopo, diventa la mascotte di D'Annunzio nell'impresa fiumana. Violento e manesco, trova il suo habitat naturale nel movimento fascista. Muti non fa immediatamente una gran carriera, benché goda delle simpatie di Mussolini. Ma la guerra è il suo mestiere e non se ne fa scappare una. In Abissinia si conquista una mezza dozzina di medaglie ed è famoso il suo atterraggio e il successivo decollo dall'aeroporto di Addis Abeba sotto il tiro della contraerea. Dopo la campagna d'Albania, inaspettatamente, Mussolini lo nomina segretario del partito al posto di Starace, ma Muti si rivela subito inadeguato e pochi mesi dopo prega Mussolini di rimandarlo a combattere. Frattanto scoppia la seconda guerra mondiale e, promosso tenente colonnello, Muti va a dirigere la base aerea di Rodi. Caduto il fascismo, verrà trovato morto nella pineta di fregene, ucciso con un colpo alla nuca.
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| IL CRISTO DELL'AMIATA |
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"Lassù sul monte Amiata/è morto Gesù Cristo/da vero socialista/ucciso dai carabinieri": così i versi di un'antica canzone popolare rievocano la leggendaria figura di David Lazzaretti, umile barrocciaio nativo di Arcidosso, paesino in provincia di Grosseto, che, scopertosi mistico visionario, divenne nell'Italia postrisorgimentale predicatore di un radicale rinnovamento religioso e fondatore di una comunità di fedeli basata su un ideale di socialismo evangelico.
Nel Cristo dell'Amiata, edito per la prima volta nel 1978 e ora riproposto all'attenzione dei lettori, Arrigo Petacco ricostruisce le vicissitudini di David Lazzaretti al di là della tradizione popolare ancor oggi viva nell'Amiata e di una facile confusione con le rivolte e i movimenti sociali così diffusi nell'Italia postunitaria.
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| FACCETTA NERA |
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Nei primi decenni del secolo scorso la parola "Abissinia" occupava un posto di rilievo nell'immaginario collettivo degli italiani. Bastava nominarla per evocare non solo luoghi esotici divenuti mitici grazie alle prime imprese militari in terra d'Africa compiute dal nostro paese in epoca postrisorgimentale, ma anche un confuso groviglio di sentimenti e di desideri inespressi.
Intessendo il racconto di gustose annotazioni sui costumi e le mode degli italiani del periodo, l'autore si sofferma in particolar modo sulla campagna d'Abissinia, la più popolare delle guerre fasciste: allora il consenso al regime raggiunse l'apice, e persino molti esponenti dell'antifascismo militante espressero la loro approvazione per quell'impresa d'oltremare, con cui l'Italia riscattava il proprio orgoglio nazionale. La sua ricostruzione mette soprattutto in luce la stretta relazione esistente tra le ambizioni espansionistiche dell'Italia in Africa e il modificarsi, con la minacciosa entrata in scena della Germania di Hitler, dei delicati equilibri europei che si erano creati all'indomani della prima guerra mondiale.
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| L'UOMO DELLA PROVVIDENZA |
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A mezzo secolo dalla sua morte, è possibile parlare di Mussolini con la stessa asettica obiettività che si riserva a personaggi come Cavour e Giolitti, Garibaldi e Mazzini? Possiamo ricordarlo, nel bene e nel male, senza lasciarci sopraffare dai pregiudizi?
Spinto da questi stimolanti interrogativi, Arrigo Petacco ricostruisce la straordinaria vicenda del "figlio del fabbro", facendola emergere, nitida e realistica, dal fitto polverone di esaltazione e di denigrazione nel quale è stata sempre avvolta. Non si tratta dell'ennesima biografia di Mussolini, bensì di una scelta accurata degli episodi più significativi della sua parabola politica, che il più delle volte sono stati oggetto di un'interpretazione fuorviante da parte della storiografia d'orientamento fascista e antifascista. La ricostruzione di tali eventi si avvale di numerose testimonianze raccolte negli archivi pubblici e privati, fra cui spicca quella del tutto inedita di Edda Mussolini, che nelle sue memorie raccolse le confidenze e i pensieri più intimi del padre.
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| LA CROCE E LA MEZZALUNA |
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Per quasi un secolo, dalla conquista turca di Costantinopoli (1453) alla battaglia di Lepanto (1571), che segnò l'inizio della riscossa cristiana, l'intera Europa visse nell'incubo di essere fagocitata dall'Islam. Le armate di Solimano il Magnifico erano giunte a lambire le mura di Vienna, da tutti i minareti dell'immenso impero ottomano i muezzin predicavano la jihad, la guerra santa, mentre i corsari barbareschi, vassalli alleati del sultano, seminavano terrore e morte lungo le coste mediterranee bersagliate dalle loro scorrerie.
Attraverso la descrizione delle infernali condizioni di vita sulle galee, delle tattiche di guerra caratterizzate da armi segrete e particolari tecniche di abbordaggio, l'autore rievoca le sanguinose incursioni corsare, nonchè le eroiche imprese degli indomiti cavalieri di Malta e dei valorosi capitani veneziani e genovesi che si opposero con tutte le loro forze all'incombente minaccia islamica. Per concludere con la cronaca dettagliata e coinvolgente di una delle più grandi battaglie navali di tutti i tempi, che vide più di quattrocento galee scontrarsi al largo di Lepanto nel giorno in cui l'Occidente affermò la propria supremazia sull'Oriente.
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| ¡VIVA LA MUERTE! |
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"¡Viva la muerte!, ¡abajo la inteligencia!" fu il grido di
battaglia dei militari spagnoli che nel 1936 si ribellarono
al governo della Repubblica. Per le passioni intense
e la faziosità violenta che suscitò e per il coinvolgimento
ideologico che caratterizzò i due opposti schieramenti,
la guerra civile di Spagna fu una guerra diversa
da tutte le altre. Ricostruendo gli eventi in modo obiettivo
e sfrondandoli da ogni sovrastruttura ideologica,
Arrigo Petacco rievoca gli epici trentadue mesi di lotta
sul fronte spagnolo: dall'assedio dell'Alcazár, al bombardamento
di Guernica, dalla battaglia di Guadalajara
all'eroica resistenza di Madrid. Il suo racconto si sofferma
in particolare sulla partecipazione degli italiani che
combatterono sui due fronti, con tutte le implicazioni
politiche che la contraddistinsero, senza trascurare i
meriti spesso sottaciuti di tanti compatrioti antifascisti
diventati in seguito vittime delle purghe comuniste o
scomodi testimoni.
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